lunedì 28 maggio 2007

esaurimento......... (degli ip che hai capito!!!)

.... dopo che oggi il mio amministratore di rete mi dà la triste notizia che abbiamo usato tutti i 255 indirizzi della nostra rete aziendale..... mi consolo con il fatto che:
"Nel 2010 esauriti gli indirizzi web"
quindi direi che sono un buona compagnia, nella mia tristezza.
Ma incredibile c'è qualcuno che ha intenzione di specularci sopra.

Tra poco si venderanno su ebay o in borsa.....
A parte i catastrofismi e le speculazioni il problema è serio.
Migrare milioni di calcolatori a IPv6 non è un operazione semplice.
Sarà forse il businness in cui ci avventureremo tra qualche annetto?
Nel frattempo la caccia all'ip è cominciata, good luck!!!




domenica 27 maggio 2007

La posta elettronica ha un futuro? (seconda puntata)

Le mie considerazioni di qualche giorno fa non erano campate in aria, basta leggere questo articolo pubblicato sul corriere.it.

Ne riporto un breve stralcio:
"I NUMERI - Secondo uno studio pubblicato ad aprile da IDC, nel corso del 2007 saranno inviate una media di 97 miliardi di e-mail al giorno in tutto il mondo, di cui almeno 40 miliardi di pubblicità spazzatura. Se i 6,7 miliardi di individui che abitano la Terra possedessero un computer collegato a Internet, la totalità delle mail verrebbe divisa in circa 14 a testa, ma dato che secondo i dati di Gartner Dataquest, proprio ad aprile è stato venduto il miliardesimo personal computer, la media sale a 97 messaggi giornalieri a testa. Di fronte a queste cifre-monstre non c’è dunque da meravigliarsi se il termine di “bancarotta” viene sempre più associato alla posta elettronica."

Non ritengo necessari ul teriori commenti.

Il software libero

"Software is like sex: it's better when it's free."
(Linus Torvalds)
Poche parole per esprimere un concetto chiarissimo.
Il software è un bene che ha un valore sicuramente commerciale, e questo valore va tutelato con una legislazione adeguata. Ma il software è sempre più complesso. Solo il "codice aperto" può garantire quelle sinergie che stanno facendo la fortuna di tantissimi software rilasciati sotto licenza GPL.
Basta pensare a software come Apache, il kernel di linux e tanti altri, basta fare un giro su Sourceforge per rendersi conto che esiste una soluzione software free per ogni esigenza.
E che tali soluzioni sono di assoluta affidabilità e qualità. Ad oggi i i 2/3 dei siti web del mondo sono sotto webserver Apache (news.netcraft.com).
L'open source non è una minaccia per chi sviluppa, ma un'opportunità.
Dobbiamo comprendere che oggi il prezzo a cui si va a vendere un software è in continua diminuzione, gli sviluppatori costano sempre meno, e la concorrenza è sempre più forte. Tanto vale abbracciare soluzioni open source già collaudate, e dare servizi al cliente finale.
Il futuro non è nel software in quanto prodotto industriale, ma nei servizi di cui il cliente necessità per rendere il software adatto alle proprie esigenze.
In Italia probabilmente è già anti-economico produrre un qualsiasi software, un programmatore indiano è sicuramente più produttivo, meglio preparato e costa molto meno.
Ma non è pensabile che per fare assistenza e configurazione di una qualunque soluzione si possa chiamare un omino dall'India, costa ancora troppo e il teletrasporto non mi risulta pronto.
La mia opinione è che c'è ancora tanto da fare per informatizzare la nostra vita, ma spero che sempre più si adottino soluzioni open source, e che anche le aziende che producono software commerciale, si orientino ad "adottare" il software open, per farlo crescere e per offrire a clienti finali soluzioni potenti, affidabili e un servizio di assistenza qualificato.
Credo che qualcuno comincia a capire. Ma siamo ancora lontani. Sul mio desktop c'è ancora windows, ma sui server che gestisco il pinguino è nettamente avanti.

venerdì 25 maggio 2007

La posta elettronica ha un futuro?

Come tutti i giorni, da qualche anno ormai, le mie caselle di posta
elettronica sono piene di decine e decine di messaggi "non desiderati",
il filtro antispam aziendale e le funzioni di filtro del Thunderbird
hanno fatto il loro lavoro quasi egregiamente e la cartella posta
indesiderata è colma.
Ma mi chiedo, si può continuare con questo trend, la mail giorno dopo
giorno diventa sempre più inutile, tra lo spam spesso vanno a finire
messaggi di lavoro, si rischia anche di fare cattive figure.
Non credo che ci sia nell'immediato una soluzione al problema.
Ma oltre allo spam, ci sono anche i colleghi che scrivono troppo, la
mail in cc, le mail di notifica dei più svariati sistemi, le mail
incomprensibili.
Mi chiedo non si dovrebbe fare un uso più responsabile dello strumento?
La mail è eccezionale ma usarla con cura, con diligenza, scrivendo le
cose veramente importanti.
Cercare altri mezzi di comunicazione meno invasivi. In questo senso ben
vengano i wiki, i blog, gli strumenti di bug-traking, i feed rss.
Riportare nella comunicazione chiarezza e semplicità. Aprire la mail la
mattina diventa sempre più stressante, bisogna stare attenti alle decine
di tentativi di truffe,
i virus, e che niente di importante sia finito nello spam.
Ovviamente anche io invio giornalmente posta elettronica, e sono anche
certo di non scrivere meglio degli altri.
Il mio è solo un invito alla riflessione collettiva.
Nel tempo della comunicazione globale, si sta perdendo il senso della
comunicazione.
50 anni fa chi scriveva una lettera prestava sicuramente più attenzione
rispetto a noi oggi.
Sapeva che quel messaggio sarebbe stato letto dopo settimane e un
eventuale errore poteva essere corretto dopo mesi.
Oggi viviamo nel mondo della comunicazione in real-time e poco importa
che quello che comunichiamo sia giusto, il feedback arriva
dopo pochi minuti. Ma questa condizione quanto nuoce alla comunicazione
umana?
Alcuni giorni fa ho letto che negli ultimi anni grazie a internet è
stato pubblicato più materiale rispetto a tutti i secoli precedenti.
Mi chiedo quanto sia scesa la qualità di quanto pubblicato. Chi
controlla? chi verifica? in un wiki in un blog può scrivere chiunque e
può scriverci di tutto.
Ma internet è anche questo, è la sua forza e il suo limite. Non è un
sistema perfetto, ma il suo successo si deve anche a questo.
Al momento non c'è un soggetto al mondo che è in grado di controllarla.
Forse tra poco i grandi motori di ricerca saranno in grado di
direzionare gli utenti, ma si troverà il modo di aggirarli.
In un continuo divenire che è lo sviluppo della rete e della sua utenza.