web2.0
Da circa due anni sporadicamente e con intervalli molto irregolari scrivo su questo spazio. Questo blog è una finestra sul mondo del web, e per me un modo di comunicare. Ritengo lo strumento molto utile, scrivere è sempre più difficile, oggi che ci nutriamo di una informazione troppo veloce e in cui siamo portati a scrivere usando il ctrl+c, ctrl+v. Comincio a pensare che un eccesso di sms, twitter e facebook, può portare a un pensiero troppo ristretto, alla lunga alla incapacità di comunicare pensieri complessi. La sintesi è di per se un bene nella comunicazione, ma se portata all'eccesso rischia di svuotare la nostra comunicazione. Un utente medio del web2.0, tra twitter, plurk, friendfeed, facebook, feed rss, mail, sms, dovrebbe leggere centinaia di fonti, migliaia di notizie. Spesso si finisce per leggere solo poche righe, poche parole. Serve questa gran mole di informazione quando poi non si trova il tempo di leggere un minimo di approfondimento. A questi dubbi non ho una risposta. Io sono utente del web2.0, sono al 100% dentro questo sistema vorticoso. Oggi qualcuno mi ha ricordato che esiste il web2.0, la cosa mi ha quasi fatto ridere. Il web 2.0 ormai è maturo e ci stiamo avviando verso il cloud computing, sempre più spesso, infatti la nostra posta sta su Gmail e le nostre foto su flickr, i preferiti catalogati su delicious e i feed rss su google reader, chi vuole sapere dove siamo può andare su Gtalk e tramite Latitude sapere dove siamo. In questa rete che ci avvolge, il blog vuole restare l'angolo della riflessione su quello che succede. Questo blog lo leggono veramente in pochi ma per me è una palestra, un luogo dove esercitare la mente.






